lunedì 21 marzo 2011

Funambolismo

Una passata di Pritt, per tenere insieme i frammenti,con i loro bordi irregolari e gli angoli spavaldamente vivi.
E tutto sembra ricomposto. L'unitarietà ricostituita.
Ma è Pritt.
Piccole invisibili e beffarde crepe, consapevoli del loro non combaciare mai completamente e perfettamente.
Ci si infila la polvere,anche.
E passano gli spifferi acuti di aria pungente.
E ci piove dentro,se piove. Pioggia silente e odorosa, come un bosco di abeti in un tiepido sabato mattina di ottobre, quando il rumore più forte è la suola delle tue scarpe che scricchiola calpestando i colori dell'autunno.
È Pritt.
E il nastro adesivo è già stato usato.

giovedì 17 marzo 2011

Lazy thoughts

Quando non si sa cosa dire, saggio sarebbe zipparsi la bocca e pazientare.
È che una pagina bianca non mi piace, non sa di nuovo inizio ora, ma di indefinita mancanza di qualcosa, che cosa poi chissà.
E allora giù a riempire di sillabe e sinapsi, a confondermi e circondarmi e perdermi in parole che cercano una dimensione a colori.
Che il monocromatico è devianza.
Vorrei esser capace di sfornare catene di parole perfette e fragranti come un filoncino caldo,con la crosta dorata e croccante e una mollica fumante e morbida che rivela tutto il suo voluttuoso essere.
Vorrei esser capace di controllarmi frenarmi e non girarmi.
Vorrei vorrei vorrei.
Il genio dev'essere in ferie peró.

lunedì 14 marzo 2011

Fase vigile

Sono qui, tra pareti rosse e crema nocciolata,
con la mia mug che sa di schiuma calda evanescente, cristalli di zucchero che si sciolgono sulla punta di quella lingua frettolosa che cerca dolci familiari conferme.
Timida e sbiadita camomilla ora,peró.
Di quell'aroma intenso, nero, cosmopolita e provocante che sa di abitudine e arrendevolezza, nemmeno un soffio.
Eppure lo sento.
Occhi chiusi,con il destro che, inspiegabilmente, ha deciso di emulare il meccanismo di difesa del pesce palla. Mancano gli aculei peró,ancora. Almeno.
Ho pagine per me ancora vergini appoggiate in grembo, e non mi riesce di leggere una riga intera senza inserire il pilota automatico e abbandonare la cabina di controllo.
Ho bisogno di aria-spazio-stimoli-contatto.
Di sentire e di sentirmi.
Di non aver bisogno di allungare il piede, freddo e incerto.
Quanto ci mette il tempo a scorrere?

venerdì 11 marzo 2011

but I thought..

Your heart won't heal right if you keep tearing out the sutures.
Già. 
Grazie, Nothing better.
È un amaro conforto, 
una coperta di lana infeltrita, marrone pallido 
un paio di calze morbide, lise sul tallone
una tazza di caffè ormai freddo, con lo zucchero rappreso sul fondo.
Imperituro autopoietico sistema, per definizione.
Olio agli ingranaggi, allora.

lunedì 7 marzo 2011

venerdì 4 marzo 2011

Il velo di Maya

Agnostico? Stanco? Ateo? Deluso? 
Dov'è il breviario per i momenti in cui? 
In cui.
Non trovi e sostanzialmente non hai una spiegazione esaustiva, logica e concreta
pensi  e ripensi, gravitando intorno all'indefinita impermeabile situazione
ti assumi colpe e responsabilità a cui non riesci nemmeno a dare un'identità
ripercorri in slow-mode ogni singolo frame alla ricerca del punto di rottura
ti ripeti le promesse fatte e rifatte al tuo Es una, dieci, cento volte, non credendoci nemmeno questa.
Ecco. 
I momenti in cui. 
In cui, un sonoro VAFFANCULO per lo meno dà aria a labbra-denti-lingua. 
Per il resto, beh.
Work in progress.

giovedì 3 marzo 2011

A.A.A. chiarezza & coerenza cercasi


Fiocchi e raso e posate lucide e zucchero a velo qui e là e tulle e tendine in organza e voli pindarici verbali e nastri e carta da parati e piripi quaraquaqqua e. E.
Coprire
celare
camuffare
colorare sinteticamente.
Che amarezza gente.


lunedì 28 febbraio 2011

I'd like to be a Seahorse

Perché è geneticamente incapace di ruotare la testa.
Solo assenso o dissenso,
e impossibilità strutturale a 
voltarsi, a 
guardare dietro le proprie spalle
ciò che ha lasciato
ciò che non è nemmeno più lì.
Ippocampo. 
Metamorfosi possibile?
Innesto?
Apprendimento per osmosi?

venerdì 25 febbraio 2011

Distrazioni sonore. Quando mancano.


Rumore fragoroso,
una porta che sbatte 
un piatto che cade per terra
un bicchiere in frantumi nel lavandino.
Patapapummm! 
Lì, in mille pezzi, davanti a te.
Non li puoi ignorare evitare nascondere negare.
Erano là, sono qui. 
Li hai sentiti andare in briciole
hai avvertito lo scontrarsi spezzarsi sfaldarsi.
Suono del nonpiùsono.
E quando a rompersi è Lui?
Silenzio.
Tutt'intorno, solo e solamente silenzio. 
Assordante.
Te ne stai lì, con quel boato 
incessante e inudibile dentro.  
Mayday mayday venez m'aider. 
E non si sente nulla, nessun Patapapummm!,
nessun craaaaack!.
Non si può sostituirlo né ricomprarlo
né ci si può mettere un cerotto,
di quelli che già al secondo giorno
sono slabbrati agli angoli, neri.
Lo tieni così.
Autosutura, automedicamento, autoriabilitazione.
Auto-aiuto. Una 'i' persa per strada.
Senza dire nulla.

martedì 22 febbraio 2011

Memo-non piacere

Contro il compasso il goniometro la squadra il righello.
Che le linee rette e le circonferenze, claustrofobicizzano.