Aprire una scatola piena di ieri.
E scoprirti, ancora, lì dentro.
martedì 26 aprile 2011
Happiness is real only when shared
Dopo due giorni passati tra monti, tortellini, libri e tisane, mi sento ancora più consapevole.
Della rodata, sospirata, masticata, anelata verità.
Quanto più la visione d'insieme è cristallina, tanto più la mancanza prende forma, colore, odore, sapore.
Della rodata, sospirata, masticata, anelata verità.
Quanto più la visione d'insieme è cristallina, tanto più la mancanza prende forma, colore, odore, sapore.
venerdì 22 aprile 2011
Peggio che rubare in chiesa
“Questa mattina – racconta Berlusconi – stavo inseguendo la mia segretaria per farmela sul tavolo e mi ha detto: ‘Presidente, lo abbiamo fatto due ore fa’. Le ho detto: ‘Vedi, è la memoria che mi fa difetto’”
Leggere il giornale di prima mattina, occhi ancora incollati e capelli incazzati, e trovare un overture del genere.
Altro che voglia di tornare a nascondersi nel cumulo di coperte stropicciate.
La voglia è di andare in questura e farsi cambiare la cittadinanza.
Leggere il giornale di prima mattina, occhi ancora incollati e capelli incazzati, e trovare un overture del genere.
Altro che voglia di tornare a nascondersi nel cumulo di coperte stropicciate.
La voglia è di andare in questura e farsi cambiare la cittadinanza.
domenica 17 aprile 2011
Già.
"What I want is to be needed. What I need is to be indispensable to somebody. Who I need is somebody that will eat up all my free time, my ego, my attention. Somebody addicted to me. A mutual addiction."
Che altro aggiungere?
Giro pagina e continuo a conoscerti, Chuck.
E a sentirmi come appena svegliata da una lunga perdita di coscienza.
Anamnesi parziale.
Tu invece sai anche quanto zucchero metto nel caffè.
Che altro aggiungere?
Giro pagina e continuo a conoscerti, Chuck.
E a sentirmi come appena svegliata da una lunga perdita di coscienza.
Anamnesi parziale.
Tu invece sai anche quanto zucchero metto nel caffè.
giovedì 14 aprile 2011
Today, tonite, tomorrow
Kiss me like the final meal.
Sento gli Elbow che lo modulano
su note che sanno
di stecche di vaniglia
e finestre spalancate
e pioggia battente e improvvisa
e vestiti da lasciarsi sfilare
e credenze in legno grezzo.
C'è
possessione
ossessione
paura
avidità.
Viscerale, dritto, diretto, lì.
Qui.
Sento gli Elbow che lo modulano
su note che sanno
di stecche di vaniglia
e finestre spalancate
e pioggia battente e improvvisa
e vestiti da lasciarsi sfilare
e credenze in legno grezzo.
C'è
possessione
ossessione
paura
avidità.
Viscerale, dritto, diretto, lì.
Qui.
venerdì 8 aprile 2011
Grazie, a chi riesce a ribaltare le prospettive.
Che piccoli che siamo a volte.
Labili e leggeri e futili, come paralumi in carta velina sbiadita.
È solo nei momenti in cui la reale realtà di grigio vestita
ci brucia la mano ce la sporca ce la bagna
che ci rendiamo conto di quanto
inutilmente e stupidamente eravamo concentrati
sullo specchio.
e su vacui affanni.
Ed è proprio lì, in quei momenti, che ci svegliamo.
E ci sentiamo dei gran coglioni.
E almeno per quel giorno ci sforziamo di essere persone migliori.
Labili e leggeri e futili, come paralumi in carta velina sbiadita.
È solo nei momenti in cui la reale realtà di grigio vestita
ci brucia la mano ce la sporca ce la bagna
che ci rendiamo conto di quanto
inutilmente e stupidamente eravamo concentrati
sullo specchio.
e su vacui affanni.
Ed è proprio lì, in quei momenti, che ci svegliamo.
E ci sentiamo dei gran coglioni.
E almeno per quel giorno ci sforziamo di essere persone migliori.
giovedì 7 aprile 2011
Eppur mi infetto di te (senza contatto di mucosa con mucosa)
La condizione per cui ci si sente inadeguati, impreparati, incompetenti, punge.
E graffia.
E brucia.
Un pó come scivolare su uno scoglio umido e nero, con quell'odore di salsedine e ruggine, e sbucciarsi le ginocchia il collo dei piedi i polsi i gomiti le mani il mento.
I cerotti sul bagnato non attaccano.
E l'acqua ossigenata è finita.
E graffia.
E brucia.
Un pó come scivolare su uno scoglio umido e nero, con quell'odore di salsedine e ruggine, e sbucciarsi le ginocchia il collo dei piedi i polsi i gomiti le mani il mento.
I cerotti sul bagnato non attaccano.
E l'acqua ossigenata è finita.
martedì 5 aprile 2011
Pulsazioni
Mi giro 30° verso destra.
E sorrido.
Lì, ancorato alla parete ballerina con quattro pezzi di karnaktape,
il Teddy Bears Birthday Picnic Invitation.
Così, pumm!, 500cc di emozioni direttamente in vena nelle arterie nei ventricoli.
Felicità.
Straborda proprio, tracotante e avvolgente.
Perché significa ritornare dove hai lasciato quel tuo piccolo, pulsante, pezzo di cuore.
mercoledì 30 marzo 2011
Grateful thoughts
Rifletto sul pensiero di Calzino .
E inizio ad annotare tutto ciò per cui sono grata.
I miei Grateful thoughts di Oggi, ieri e giù di lì.
Sono grata di esser riuscita a resistere (almeno fino ad ora, 16.30 pm) al suadente richiamo della selezione n° 44 .
Sono grata di non essermi ancora dimenticata una di quelle micro-pink-pill.
Sono grata di aspettare le 21 di stasera, quando dopo un sacco di tempo, troppo per non darci dei babi a vicenda, rivedrò un amico. Quel raro tipo di amico che sa esserci, vero e sincero, da oltre 10 anni.
Sono grata di avere un uretere e due reni perfettamente funzionanti, che mi costringono a far pipì almeno una volta all'ora.
Sono grata di aver ricevuto in eredità il porta-chiavetta El Culto a La Vida. Dopo Heineken, passo ad Havana Club. Come dire, un passo in più verso S.Patrignano.
Sono grata della finestra aperta e dell'aria pungente e del sole che entrano e si infilano tra maglia e pelle.
Sono grata di aver condiviso anche oggi più di una risata e una confidenza con la mia vicina di banco, che c'è a prescindere da quanto sia presa da mille gigli, grilli e garbugli, ora.
Sono grata della predisposizione genetica a ridere. E delle due rughe conseguentemente formatisi, che ora che controllo sul mio specchietto pieno di ditate e graffietti, sono sempre più marcate.
Sono grata di non ricordarmi le centinaia di altre ragioni per cui essere grata.
Yes, I am grateful.
E inizio ad annotare tutto ciò per cui sono grata.
I miei Grateful thoughts di Oggi, ieri e giù di lì.
Sono grata di esser riuscita a resistere (almeno fino ad ora, 16.30 pm) al suadente richiamo della selezione n° 44 .
Sono grata di non essermi ancora dimenticata una di quelle micro-pink-pill.
Sono grata di aspettare le 21 di stasera, quando dopo un sacco di tempo, troppo per non darci dei babi a vicenda, rivedrò un amico. Quel raro tipo di amico che sa esserci, vero e sincero, da oltre 10 anni.
Sono grata di avere un uretere e due reni perfettamente funzionanti, che mi costringono a far pipì almeno una volta all'ora.
Sono grata di aver ricevuto in eredità il porta-chiavetta El Culto a La Vida. Dopo Heineken, passo ad Havana Club. Come dire, un passo in più verso S.Patrignano.
Sono grata della finestra aperta e dell'aria pungente e del sole che entrano e si infilano tra maglia e pelle.
Sono grata di aver condiviso anche oggi più di una risata e una confidenza con la mia vicina di banco, che c'è a prescindere da quanto sia presa da mille gigli, grilli e garbugli, ora.
Sono grata della predisposizione genetica a ridere. E delle due rughe conseguentemente formatisi, che ora che controllo sul mio specchietto pieno di ditate e graffietti, sono sempre più marcate.
Sono grata di non ricordarmi le centinaia di altre ragioni per cui essere grata.
Yes, I am grateful.
martedì 29 marzo 2011
Centomila.
Dipendenze.
Chi molte chi poche, chi attive chi latenti, chi timidamente accennate chi prepotentemente radicate, chi nocive chi innocue.
Ma non si scappa.
Silenziose e pungenti come un giovedì mattina di novembre,
pouff!,
ti si attaccano lì, e magari non te ne accorgi nemmeno subito.
Prima o poi però inizia quel prurito, quell'irrequietudine, quel devo-fare-qualcosa-per-calmare-questo-fastidioso-solletico-cazzo.
Dipendenze.
Non dipende da te, ne sei succube.
Noiosamente tautologico.
Irrimediabilmente irrimediabile.
Se non abbandonandosi ad una nuova, lasciva dipendenza.
The pilot is on his day-off.
Chi molte chi poche, chi attive chi latenti, chi timidamente accennate chi prepotentemente radicate, chi nocive chi innocue.
Ma non si scappa.
Silenziose e pungenti come un giovedì mattina di novembre,
pouff!,
ti si attaccano lì, e magari non te ne accorgi nemmeno subito.
Prima o poi però inizia quel prurito, quell'irrequietudine, quel devo-fare-qualcosa-per-calmare-questo-fastidioso-solletico-cazzo.
Dipendenze.
Non dipende da te, ne sei succube.
Noiosamente tautologico.
Irrimediabilmente irrimediabile.
Se non abbandonandosi ad una nuova, lasciva dipendenza.
The pilot is on his day-off.
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