Che le parole giuste, non ci sono mica.
365 giorni con te. Insieme.
Una felicità continua, disarmante, prepotente.
Buon anniversario meraviglia mia.
lunedì 21 gennaio 2013
lunedì 14 gennaio 2013
Sarà che
Sarà che fuori fa un freddo arrogante e sapere di vederti mi fa sudare,
sarà che io e te ci siamo trovati per caso, mi hai voluta, ti ho studiato, ci siamo innamorati dopo così poco,
sarà che finalmente hanno ripristinato la connessione internet a casa e riusciamo a vederci i nostri film piratando allegramente,
sarà che rientrare presto dall'ufficio e aver tempo di impastare per noi uova, zucchero e farina mi fa sorridere,
sarà che cerco di convincermi che non è cupa rassegnazione ma trepidante attesa, il nostro ritorno a Casa,
sarà che quando suoni il campanello piano, quasi ancora timidamente, sento gli angoli della bocca che tirano all'insù,
sarà che mi sono dimenticata il nonno nel suo letto freddo e lo ricordo invece solo quando ci apriva sorridente la portiera della Ritmo blu, alle 4 di pomeriggio, fuori da scuola,
sarà che una volta a settimana mi avvolgo di burrosa e latticinosa felicità,
sarà che quando siamo soli mi dimentico che c'è anche qualcos'altro fuori, oltre a noi due,
sarà che la felicità sta di casa nell'oggi, nel qui, nell'insieme
sarà che il "con chi" è diventato più importante del "dove".
Sarà per tutte queste cose e per tante, tantissime altre, che mi sento scandalosamente e voracemente fortunata.
sarà che io e te ci siamo trovati per caso, mi hai voluta, ti ho studiato, ci siamo innamorati dopo così poco,
sarà che finalmente hanno ripristinato la connessione internet a casa e riusciamo a vederci i nostri film piratando allegramente,
sarà che rientrare presto dall'ufficio e aver tempo di impastare per noi uova, zucchero e farina mi fa sorridere,
sarà che cerco di convincermi che non è cupa rassegnazione ma trepidante attesa, il nostro ritorno a Casa,
sarà che quando suoni il campanello piano, quasi ancora timidamente, sento gli angoli della bocca che tirano all'insù,
sarà che mi sono dimenticata il nonno nel suo letto freddo e lo ricordo invece solo quando ci apriva sorridente la portiera della Ritmo blu, alle 4 di pomeriggio, fuori da scuola,
sarà che una volta a settimana mi avvolgo di burrosa e latticinosa felicità,
sarà che quando siamo soli mi dimentico che c'è anche qualcos'altro fuori, oltre a noi due,
sarà che la felicità sta di casa nell'oggi, nel qui, nell'insieme
sarà che il "con chi" è diventato più importante del "dove".
Sarà per tutte queste cose e per tante, tantissime altre, che mi sento scandalosamente e voracemente fortunata.
martedì 1 gennaio 2013
che poi alla fine é tutto qui
Un anno é bello lungo.
È denso, più denso di un pomeriggio afoso e torrido di agosto con i ventilatori spenti e il sole battente.
Un anno passa e ti rovescia e ti rigira e ti scuote.
Questo 2012 appena finito é stato un minestrone saporito e bollente, di quelli così buoni che vorresti il bis.
Che non importa se in mezzo ci sono finite le verdure sbagliate, se quelle buone e fresche erano troppo poche e quelle surgelate e amare troppo forti. Alla fine, era meravigliosamente squisito.
Perché in fondo, quando trovi chi ti fa sentire fortunata ogni momento di ogni giorno che respiri... hai il mondo dentro. E il resto rimane fuori.
È denso, più denso di un pomeriggio afoso e torrido di agosto con i ventilatori spenti e il sole battente.
Un anno passa e ti rovescia e ti rigira e ti scuote.
Questo 2012 appena finito é stato un minestrone saporito e bollente, di quelli così buoni che vorresti il bis.
Che non importa se in mezzo ci sono finite le verdure sbagliate, se quelle buone e fresche erano troppo poche e quelle surgelate e amare troppo forti. Alla fine, era meravigliosamente squisito.
Perché in fondo, quando trovi chi ti fa sentire fortunata ogni momento di ogni giorno che respiri... hai il mondo dentro. E il resto rimane fuori.
lunedì 17 dicembre 2012
13 dicembre 2010. Due anni dopo
Che venirti a trovare lì mi lascia a metà.
Avrei voluto bere insieme una tazza di tè, quello arancio zucca matura che solo a te veniva così vivo e buono
avrei voluto vedercisi sbriciolare dentro dei biscotti seri, burrosi e morbidi, di quelli che chissà quanti anni erano che non mangiavi
e parlare, parlare e raccontarti, raccontarti e parlare
Chiederti se eri appena stata dalla parrucchiera
Sentirti chiamare la sissy con la voce che solo le nonne hanno
Vederti mescolare il tuo risino in brodo con una verdura qualsiasi a galleggiare borbottante in mezzo
.
Era tutto così lontano e ovattato e sterile invece.
Non riuscivo a parlare con te, davanti a quel muro lucido e gelido dietro quella luce stanca e pallida
con quei fiori di plastica che non profumavano di primavera o di api a maggio.
Sai che c'è Lui, da quasi un anno ormai?
Ti sarebbe piaciuto tanto. Ne sono sicura.
Ti sarebbero piaciuti i capelli scuri e quel suo sorriso così disarmante
ti sarebbe piaciuto perchè è alto
ti sarebbe piaciuto perchè ti guarda negli occhi quando parli e ti ascolta, perdendosi solo ogni tanto in un mondo di note e colori suoi
ti sarebbe piaciuto perchè sa fare i rebus e le parole crociate
ti sarebbero piaciuti gli occhi nocciola come foglie ancora umide nelle mattine di autunno
ti sarebbe piaciuto perchè ti avrei detto "io me lo sposerei sai nonna?"
ti sarebbe piaciuto perchè mi avresti vista ridere e tremare e saltare di felicità
ti sarebbe piaciuto perchè non dice mai di no a una fetta di torta o a un piatto di tortelloni
ti sarebbe piaciuto. Lo so.
Avrei voluto presentartelo, avrei voluto vederti sorridere timida e soddisfatta, avrei voluto entrare in cucina e chiederti "come sto nonna??", prima di una cena elegante con Lui.
Mi manca condividere i pezzi più grandi di vita con te
Mi manca l'odore di caffè e cannella
Mi manca sentirti girare intorno al cortile ogni mattina quando la mia faccia era ancora stropicciata
Mi manchi.
Avrei voluto bere insieme una tazza di tè, quello arancio zucca matura che solo a te veniva così vivo e buono
avrei voluto vedercisi sbriciolare dentro dei biscotti seri, burrosi e morbidi, di quelli che chissà quanti anni erano che non mangiavi
e parlare, parlare e raccontarti, raccontarti e parlare
Chiederti se eri appena stata dalla parrucchiera
Sentirti chiamare la sissy con la voce che solo le nonne hanno
Vederti mescolare il tuo risino in brodo con una verdura qualsiasi a galleggiare borbottante in mezzo
.
Era tutto così lontano e ovattato e sterile invece.
Non riuscivo a parlare con te, davanti a quel muro lucido e gelido dietro quella luce stanca e pallida
con quei fiori di plastica che non profumavano di primavera o di api a maggio.
Sai che c'è Lui, da quasi un anno ormai?
Ti sarebbe piaciuto tanto. Ne sono sicura.
Ti sarebbero piaciuti i capelli scuri e quel suo sorriso così disarmante
ti sarebbe piaciuto perchè è alto
ti sarebbe piaciuto perchè ti guarda negli occhi quando parli e ti ascolta, perdendosi solo ogni tanto in un mondo di note e colori suoi
ti sarebbe piaciuto perchè sa fare i rebus e le parole crociate
ti sarebbero piaciuti gli occhi nocciola come foglie ancora umide nelle mattine di autunno
ti sarebbe piaciuto perchè ti avrei detto "io me lo sposerei sai nonna?"
ti sarebbe piaciuto perchè mi avresti vista ridere e tremare e saltare di felicità
ti sarebbe piaciuto perchè non dice mai di no a una fetta di torta o a un piatto di tortelloni
ti sarebbe piaciuto. Lo so.
Avrei voluto presentartelo, avrei voluto vederti sorridere timida e soddisfatta, avrei voluto entrare in cucina e chiederti "come sto nonna??", prima di una cena elegante con Lui.
Mi manca condividere i pezzi più grandi di vita con te
Mi manca l'odore di caffè e cannella
Mi manca sentirti girare intorno al cortile ogni mattina quando la mia faccia era ancora stropicciata
Mi manchi.
mercoledì 5 dicembre 2012
Quando posso, ogni tanto, sogno
Forse, e dico forse, ogni tanto fa bene.
Non troppo spesso né troppo intensamente, che sennò mi ritrovo con le mani piene di nulla e la testa gonfia di troppo.
Ma ogni tanto, tra un inserimento dati e uno starnuto,
tra una telefonata e una pausa pupù,
sogno.
Per dire, in questo momento preciso-presente-qui,
sogno di essere a Casa
la kettle che sbuffa attaccata alla presa,
i vetri della mia cucina country-chic segnati da gocce mai pulite-what's the point if it rains tomorrow?-
nella stanza un profumo di biscotti alla cannella e mandorle,
nel forno una sheperd's pie trasudante ragù-a modo mio.
la chiave della porta di ingresso, bianca con i vetri opachi, gira
e spunta lui, una mano che regge il sacchetto di M&S e l'altra che si agita perchè le chiavi non si staccano dalla toppa.
un abbraccio, facciamo due, anzi di più che il più non è mai abbastanza
poi >play sullo stereo, note calde che si rincorrono lente
tavola apparecchiata con tovagliette di lino lilla e verde acqua
bicchieri di vetro colorati
posate nel secchiello di latta.
un piccolo camino acceso, che fuori è inverno
domani sera andiamo a teatro?
domenica il British ha un'esposizione straordinaria, andiamo?
una sera come tante, in una vita come poche.
Non troppo spesso né troppo intensamente, che sennò mi ritrovo con le mani piene di nulla e la testa gonfia di troppo.
Ma ogni tanto, tra un inserimento dati e uno starnuto,
tra una telefonata e una pausa pupù,
sogno.
Per dire, in questo momento preciso-presente-qui,
sogno di essere a Casa
la kettle che sbuffa attaccata alla presa,
i vetri della mia cucina country-chic segnati da gocce mai pulite-what's the point if it rains tomorrow?-
nella stanza un profumo di biscotti alla cannella e mandorle,
nel forno una sheperd's pie trasudante ragù-a modo mio.
la chiave della porta di ingresso, bianca con i vetri opachi, gira
e spunta lui, una mano che regge il sacchetto di M&S e l'altra che si agita perchè le chiavi non si staccano dalla toppa.
un abbraccio, facciamo due, anzi di più che il più non è mai abbastanza
poi >play sullo stereo, note calde che si rincorrono lente
tavola apparecchiata con tovagliette di lino lilla e verde acqua
bicchieri di vetro colorati
posate nel secchiello di latta.
un piccolo camino acceso, che fuori è inverno
domani sera andiamo a teatro?
domenica il British ha un'esposizione straordinaria, andiamo?
una sera come tante, in una vita come poche.
mercoledì 28 novembre 2012
Un pettirosso in un baco
ci sta stretto.
Le pareti sono appiccicose e umide, l'aria è densa e torbida
e non si vede un granchè.
Un pettirosso in un baco ci sta stretto.
Il becco picchietta timido e stanco, che i mesi fuori passano e lui si sta perdendo la primavera nelle sere di maggio, gli stecchi di zucchero filato, le balle di fieno di fine estate e la prima neve di dicembre.
Un pettirosso in un baco ci sta stretto.
Le pareti sono appiccicose e umide, l'aria è densa e torbida
e non si vede un granchè.
Un pettirosso in un baco ci sta stretto.
Il becco picchietta timido e stanco, che i mesi fuori passano e lui si sta perdendo la primavera nelle sere di maggio, gli stecchi di zucchero filato, le balle di fieno di fine estate e la prima neve di dicembre.
Un pettirosso in un baco ci sta stretto.
giovedì 15 novembre 2012
Pizzicotto
Sarà l'insicurezza che è parte integrante e peso specifico in me.
Sarà la paura di sentirsi costantemente inadatta e non abbastanza.
Sarà che alle cose belle, ma belle davvero, non si arriva mai davvero preparati.
Sarà questo e quello e quell'altro ancora
ma io, a te che scegli me e solamente me, ancora non riesco a credere.
Sarà la paura di sentirsi costantemente inadatta e non abbastanza.
Sarà che alle cose belle, ma belle davvero, non si arriva mai davvero preparati.
Sarà questo e quello e quell'altro ancora
ma io, a te che scegli me e solamente me, ancora non riesco a credere.
venerdì 9 novembre 2012
Who are you?
È il genere di domanda che mi coglie impreparata. Mi iniziano a sudare le mani, le gambe cominciano a ronzare in nervosi semicerchi e la lingua diventa collosa come miele d'acero.
Non so il perchè. Che mica c'ho un background da allibratore in combattimenti clandestini di galli da giustificare.
E ho la fedina penale inamidata. E mi lavo ogni giorno. Ma così è.
Non saprei da dove cominciare, come continuare, dove terminare. Che un qualcosa di sostanzioso in mezzo, beh, è fondamentale. Che tristezza sarebbero due fette fragranti di pane tostato, una all'inizio e una alla fine, senza nulla dentro? Così, accoppiate senza nulla a unirle? Il ripieno la dice tutta.
-Prosciutto cotto e fontina? Sì, mi chiamo Chiara, ho 27 anni, abito a Fiorano Modenese, mi piacciono i gatti.
-Tonno, maionese e capperi? Ciao, sono Chiara, 27enne ancora senza rughe, facevo la copy e ho smesso, come ti va?
-Cotoletta e maionese (la foglia di insalata sapientemente tolta)? Hey. Chiara. Sì, io. Chiara. Scusa, ma sono impegnata in un vortice di piacere e unto. Ci si sente dopo.
-Mozzarella filante, dadolata di melanzane saltate con pomodorini pachino e basilico, crema di ricotta, noci, aglio e origano?
Detto tra noi, amo leggere, guardare film rigorosamente sotto ad un panno e munita di camomilla bollente, biscotti appena sfornati, e Lui accanto.
Amo cucinare con cura maldestra.
Al posto di una chioma capelluta, ho una chioma di platano. Generalmente ho una paresi facciale congenita che mi porta a sorridere perpetuamente, ma tocco picchi altissimi di saudade immotivata e straziante.
Non fumo, anzi, proprio aborro il fumo, bevo poco e non gioco d'azzardo. Amo scattare fotografie.
Amo ricevere biglietti, messaggi, lettere. Lettere. Vorrei riceverne una. L'emozione di infilare il dito sotto al bordo incollato male, strappare l'apertura, e divorare le parole. Se non provenissero da "Il protomonastero S.Chiara di Assisi che ha bisogno di me, perchè "una sua donazione è importante", sarebbe anche meglio.
Amo quando mi mancano le parole, amo quando ne ho così tante che iniziano ad accavallarsi una sull'altra e a perdersi qui e là, amo il sole quando picchia ma non mi fa sudare come un cammello al Cairo, amo la pioggia quando inizia a battere contro al vetro.
Amo la prima neve che cade giù, nel silenzio ovattato.
Amo le grasse risate, quelle da singhiozzo e naso che pizzica.
Ho questa tendenza incrollabile ad essere sincera, premurosa, a volte pedante. Sono un pò tanto testarda, abbondantemente sensibile, a tratti dispersiva, molto generosa, gigantescamente insicura.
So ascoltare. Dicono. So parlare. Dico.
Sono una morosa che dopo quasi un anno ancora non si convince che Lui ha scelto me. E che forse l'ha fatto con la testa libera dall'alcol e gli occhi aperti.
Sono una figlia, rapporto in subbuglio gorgogliante. Sono una sorella. Sono una nipote. Sono una cugina. E sono un'amica, di meravigliose persone.
Sono un pò un minestrone di contraddizioni e di pezzi incollati con chewingum. Sono questa qua.
Non so il perchè. Che mica c'ho un background da allibratore in combattimenti clandestini di galli da giustificare.
E ho la fedina penale inamidata. E mi lavo ogni giorno. Ma così è.
Non saprei da dove cominciare, come continuare, dove terminare. Che un qualcosa di sostanzioso in mezzo, beh, è fondamentale. Che tristezza sarebbero due fette fragranti di pane tostato, una all'inizio e una alla fine, senza nulla dentro? Così, accoppiate senza nulla a unirle? Il ripieno la dice tutta.
-Prosciutto cotto e fontina? Sì, mi chiamo Chiara, ho 27 anni, abito a Fiorano Modenese, mi piacciono i gatti.
-Tonno, maionese e capperi? Ciao, sono Chiara, 27enne ancora senza rughe, facevo la copy e ho smesso, come ti va?
-Cotoletta e maionese (la foglia di insalata sapientemente tolta)? Hey. Chiara. Sì, io. Chiara. Scusa, ma sono impegnata in un vortice di piacere e unto. Ci si sente dopo.
-Mozzarella filante, dadolata di melanzane saltate con pomodorini pachino e basilico, crema di ricotta, noci, aglio e origano?
Detto tra noi, amo leggere, guardare film rigorosamente sotto ad un panno e munita di camomilla bollente, biscotti appena sfornati, e Lui accanto.
Amo cucinare con cura maldestra.
Al posto di una chioma capelluta, ho una chioma di platano. Generalmente ho una paresi facciale congenita che mi porta a sorridere perpetuamente, ma tocco picchi altissimi di saudade immotivata e straziante.
Non fumo, anzi, proprio aborro il fumo, bevo poco e non gioco d'azzardo. Amo scattare fotografie.
Amo ricevere biglietti, messaggi, lettere. Lettere. Vorrei riceverne una. L'emozione di infilare il dito sotto al bordo incollato male, strappare l'apertura, e divorare le parole. Se non provenissero da "Il protomonastero S.Chiara di Assisi che ha bisogno di me, perchè "una sua donazione è importante", sarebbe anche meglio.
Amo quando mi mancano le parole, amo quando ne ho così tante che iniziano ad accavallarsi una sull'altra e a perdersi qui e là, amo il sole quando picchia ma non mi fa sudare come un cammello al Cairo, amo la pioggia quando inizia a battere contro al vetro.
Amo la prima neve che cade giù, nel silenzio ovattato.
Amo le grasse risate, quelle da singhiozzo e naso che pizzica.
Ho questa tendenza incrollabile ad essere sincera, premurosa, a volte pedante. Sono un pò tanto testarda, abbondantemente sensibile, a tratti dispersiva, molto generosa, gigantescamente insicura.
So ascoltare. Dicono. So parlare. Dico.
Sono una morosa che dopo quasi un anno ancora non si convince che Lui ha scelto me. E che forse l'ha fatto con la testa libera dall'alcol e gli occhi aperti.
Sono una figlia, rapporto in subbuglio gorgogliante. Sono una sorella. Sono una nipote. Sono una cugina. E sono un'amica, di meravigliose persone.
Sono un pò un minestrone di contraddizioni e di pezzi incollati con chewingum. Sono questa qua.
venerdì 2 novembre 2012
Penso
Penso che lavoro troppo vicino a casa, o che abito troppo vicino al lavoro, comunque la si giri. Non faccio in tempo a collegare i neuroni e a buttar giù l'ultimo boccone di mela che è già ora di andare-tornare.
Penso che ho 6 finestre nel mio ufficio. Su un'unica parete. Sulla quale non batte mai il sole. E vederlo schiaffeggiare coi suoi raggi insolenti la casa di fronte, senza averlo mai addosso, neppure di striscio, è un bel pò irritante.
Penso che la mano destra prima o poi si congelerà.
Penso che ogni tanto vorrei avere del tempo per non far nulla, per ascoltare in silenzio i minuti passare, per tenere le mani ferme e il cervello spento e la bocca chiusa.
Penso che c'ho un buco dentro, e ho detto dentro eh.
Penso che sia incredible vedere le strade e i parchi e i mezzi pubblici così puliti in una città dove i litter sono diffusi tanto quanto i peli sotto le ascelle di noi femminucce (anni'90 esclusi).
Penso che vorrei sentire sotto i denti la base sbriciolosa e densa della cheesecake, e sulla lingua e giù per la gola l'avvolgersi e srotolarsi di quelle dolci e burrosissime conferme al lampone.
Penso che vorrei le tette più grandi. Poi ci ripenso, e penso che in fondo con la mia sfrontata 2° ci sto poi bene.
Penso di aver sbagliato un sacco di volte, che se a scegliere al mio posto ci fosse stato uno schizofrenico con fobie paranoidi e deliri da sindrome border-line, forse le cazzate sarebbero state meno.
Penso che se un giorno avrò dei figli, li porterò a fare Trick or Treat ad Halloween. E preparerò insieme a loro goffi e zuccherosissimi dolcetti.
Penso che sia vero che la felicità è reale solo se condivisa.
Penso che ora penserò un pò a tutto questo.
Poi andrò a fare pipì.
Poi aspetterò sera.
Poi domani. Lui.
Penso che ho 6 finestre nel mio ufficio. Su un'unica parete. Sulla quale non batte mai il sole. E vederlo schiaffeggiare coi suoi raggi insolenti la casa di fronte, senza averlo mai addosso, neppure di striscio, è un bel pò irritante.
Penso che la mano destra prima o poi si congelerà.
Penso che ogni tanto vorrei avere del tempo per non far nulla, per ascoltare in silenzio i minuti passare, per tenere le mani ferme e il cervello spento e la bocca chiusa.
Penso che c'ho un buco dentro, e ho detto dentro eh.
Penso che sia incredible vedere le strade e i parchi e i mezzi pubblici così puliti in una città dove i litter sono diffusi tanto quanto i peli sotto le ascelle di noi femminucce (anni'90 esclusi).
Penso che vorrei sentire sotto i denti la base sbriciolosa e densa della cheesecake, e sulla lingua e giù per la gola l'avvolgersi e srotolarsi di quelle dolci e burrosissime conferme al lampone.
Penso che vorrei le tette più grandi. Poi ci ripenso, e penso che in fondo con la mia sfrontata 2° ci sto poi bene.
Penso di aver sbagliato un sacco di volte, che se a scegliere al mio posto ci fosse stato uno schizofrenico con fobie paranoidi e deliri da sindrome border-line, forse le cazzate sarebbero state meno.
Penso che se un giorno avrò dei figli, li porterò a fare Trick or Treat ad Halloween. E preparerò insieme a loro goffi e zuccherosissimi dolcetti.
Penso che sia vero che la felicità è reale solo se condivisa.
Penso che ora penserò un pò a tutto questo.
Poi andrò a fare pipì.
Poi aspetterò sera.
Poi domani. Lui.
martedì 23 ottobre 2012
Da sempre
Vorrei parlare la tua lingua
vorrei venire dallo stesso posto da cui vieni tu
vorrei avere le tue usanze, le tue abitudini, le tue convinzioni
Vorrei capire i tuoi no e le tue rughe, mai ai lati della bocca
vorrei perdonare il tuo disinteresse, i tuoi sorrisi e le tue risate mancate, i silenzi assordanti
Vorrei sentirti vicina e comprensiva e complice
vorrei vedere braccia aperte e morbide e non incrociate e ferme
Vorrei farti sentire orgogliosa, fiera, serena,
vorrei il tuo sguardo su di me con occhi pieni e vivi
Vorrei un abbraccio, un ti voglio bene, un come è andata la giornata?
Vorrei non aver bisogno, ancora e sempre, di tutto questo.
vorrei venire dallo stesso posto da cui vieni tu
vorrei avere le tue usanze, le tue abitudini, le tue convinzioni
Vorrei capire i tuoi no e le tue rughe, mai ai lati della bocca
vorrei perdonare il tuo disinteresse, i tuoi sorrisi e le tue risate mancate, i silenzi assordanti
Vorrei sentirti vicina e comprensiva e complice
vorrei vedere braccia aperte e morbide e non incrociate e ferme
Vorrei farti sentire orgogliosa, fiera, serena,
vorrei il tuo sguardo su di me con occhi pieni e vivi
Vorrei un abbraccio, un ti voglio bene, un come è andata la giornata?
Vorrei non aver bisogno, ancora e sempre, di tutto questo.
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